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La riflessione di Paolo Fresu sullo sfruttamento del lavoro minorile

Il lavoro minorile è un qualcosa che opprime, che pressa, che annichilisce.

“…qualcosa che annichilisce. Un qualcosa che toglie…” Ecco cosa rappresenta per il jazzista Paolo Fresu il lavoro minorile, testimonial della campagna “La Musica contro il lavoro minorile”, iniziata il 20 Febbraio al Teatro Dal Verme, in occasione della Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale.
Ecco la dichiarazione di Paolo a sostegno della campagna sociale:

“La musica è da sempre uno straordinario strumento di comunicazione e di scambio. Questo linguaggio creativo può contribuire a rendere il mondo migliore toccando le corde emotive dell’uomo e suggerendo una riflessione intorno a molti dei temi che ci sono cari. Uno di questi è quello dell’infanzia negata, nei Paesi vicini e lontani. La conoscenza del fenomeno ci impone la consapevolezza delle responsabilità individuali e collettive che perpetuano lo sfruttamento del lavoro minorile. Nel rispetto del diritto e della giustizia sociale si può e si devono contrastare la logica del prodotto e l’indifferenza che penalizzano chi è più vulnerabile. La produttività deve poter privilegiare il lavoro capace di salvaguardare la dignità del singolo e il benessere sociale. La musica potrà essere un viaggio verso la libertà interiore. Per questo è importante che il linguaggio della musica e delle arti sia presente nelle scuole accessibili a tutti i bambini n dalla prima infanzia. Attraverso il gioco e l’apprendimento dei suoni infatti si potrà crescere in un ambiente sano capace di riconoscere nel bello una nuova via per l’uomo.”

Paolo

Fresu

Trombettista

Inizia lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale “Bernardo De Muro” del suo paese natale; apprende gran parte dell’abilità tecnica in questo periodo, che avrà funzione propedeutica al Conservatorio. Le scarse possibilità economiche della famiglia, di umili origini, non gli consentono l’acquisto di una tromba. Probabilmente riceve lo strumento di seconda mano, da un conoscente o parente che aveva già suonato nella banda. Quando si trasferisce a Sassari, dove può finalmente frequentare il Conservatorio Luigi Canepa, scopre il Jazz che diventerà la sua principale passione.
Inizia l’attività professionale nel 1982, registrando per la RAI sotto la guida del M° Bruno Tommaso; nel frattempo frequenta i Seminari di Siena jazz. In contrasto con l’insegnante sassarese che non approva la prosecuzione dei suoi studi jazzistici, si trasferisce al Conservatorio Giovanni da Palestrina di Cagliari dove nel 1984 si diploma in tromba con il maestro Enzo Morandini. Nello stesso anno vince i premi RadioUno Jazz, Musica Jazz e Radiocorriere TV, come miglior talento del jazz italiano.
Sempre disponibile alle collaborazioni, al di là dei generi, nel 1986 incide una versione in studio del noto brano del cantautore sardo Piero Marras intitolato “Una serata in rima” per l’album Marras in concerto, presente su vinile e musicassetta.
Nella sua Berchidda propone un festival annuale di musica jazz: la manifestazione Time in Jazz parte nella storica piazzetta rossa della piccola cittadina montana. Il successo dell’evento con gli anni oltrepassa i confini berchiddesi divenendo l’attuale manifestazione internazionale giunta alla sua XXV edizione.
Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, suona in ogni continente con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Registra oltre trecentocinquanta dischi di cui oltre ottanta a proprio nome o in leadership, e altri con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica leggera, Musica antica, ecc. collaborando tra gli altri con Michael Nyman, Evan Parker, Farafina, Ornella Vanoni, Alice, Trilok Gurtu, Gunther Schuller, Negramaro, Stadio, ecc.
Nel 2010 ha aperto la sua etichetta discografica Tŭk Music. Oltre a dirigere il Festival Time in jazz di Berchidda, è direttore artistico e docente dei Seminari jazz di Nuoro; da 2009 al 2011 è stato direttore artistico del festival Bergamo jazz. È stato più volte ospite in grandi organici quali la G.O.N. – Grande Orchestra Italiana, l’ ONJ – Orchestra nazionale di jazz francese, la NDR – orchestra della Radio tedesca di Amburgo, l’ Italiana Instabile Orchestra, la PJMO dell’Auditorium/Parco della Musica di Roma, l’ Orchestra Sinfonica della RAI, l’ Orchestra dell’Arena di Verona, I Virtuosi Italiani e altri.
Ha coordinato numerosi progetti multimediali collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti, ecc. Ha composto musiche per film, documentari, video, per il balletto e il teatro. Dal 1990 al 1993 è sua la tromba nel bumper del promo di Rai 2. Numerosi progetti lo vedono impegnato per oltre duecento concerti all’anno, in ogni parte del globo.

www.paolofresu.it

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